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Ansia da svezzamento

di Verdiana Ramina

 

Lo svezzamento, quel momento della vita di una mamma e di un bambino che dovrebbe essere fatto di scoperte e che invece spesso può essere vissuto dalla famiglia con grande ansia. Ansia “da prestazione”, ansia per le quantità e scelta dei cibi, ansia per i tempi di introduzione. Alcune di queste ansie derivano dalle moltissime informazioni che possiamo reperire sui social e soprattutto da alcuni retaggi culturali che girano intorno a questo argomento e che ancora resistono negli anni, nonostante la scienza abbia fatto passi da gigante.
Queste ansie sono spesso legate a convinzioni del tutto errate che non si basano su fondamenti scientifici ma piuttosto su una sorta di passaparola. Così quello che dovrebbe essere vissuto come un momento di gioia e scoperta dei cibi con i propri figli, si trasforma in una vero e proprio incubo fatto di numeri tabelle e alimenti vietati.
Vediamo di capire insieme quali sono oggi le principali ansie che colpiscono i genitori e cerchiamo di dare loro una spiegazione scientifica che vi porti a capire che tutto questo è frutto solo della mancanza delle giuste informazioni:

 

Ansia per le consistenze

Questa è una delle prime ansie che colpisce i genitori e a causa della quale si fatica a fare il passaggio di consistenza da liquido, cremoso e alla fine solido. E’ comprensibile che all’inizio non tutti i genitori siano pronti a proporre ai loro piccoli alimenti solidi (ovviamente della giusta consistenza e con seguendo i tagli in sicurezza) e pertanto si può tranquillamente attraversare una prima fase di alimenti più cremosi. Non necessariamente con le classiche pappe e omogeneizzati, ma anche con i vostri alimenti, ma resi appunto cremosi (un risottino molto cotto ad esempio, una crema di legumi densa ecc). Lo so bene che nel famoso foglietto svezzamento c’è scritto di iniziare con la carota, patata e zucchina in brodo ma questo schema svezzamento è davvero obsoloeto e senza fondamento scientifico. La stessa carota ad esempio potete proporla anche cotta e in stick se il vostro bambino è pronto per l’assaggio.

E’ indubbio però che ad un certo punto il passaggio da creme all’alimento solido deve essere fatto, possibilmente entro i 9 mesi, per favorire la masticazione e un corretto sviluppo oro-facciale. Anche in questo caso procedete con gradualità: prima consistenze morbide, che si “spappolano” in bocca, per poi passare via via a consistenze più solide come ad esempio della verdura cotta fornita in stick. E’ fondamentale aver fatto un corso di disostruzione pediatrica per sapere come intervenire e soprattutto avere a disposizione i concetti legati al taglio in sicurezza degli alimenti.

 

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Ansia per la quantità di cibo

“Ma il mio bambino mangerà abbastanza?”: questa è la classica frase di un genitore con l’ansia per la quantità. Ricordiamo che in Italia 1 bambino su 4 che arriva alla scuola dell’infanzia è sovrappeso e questo significa che la tendenza dei genitori è quella di iperalimentare i bambini. I motivi per cui bisogna mettere questa ansia da parte sono prevalentemente due.

Iniziamo con il dire che i bambini non si lasciano morire di fame, ma sanno benissimo quando è il momento di mangiare e quando non lo è. Ricordiamo infatti a tutti i genitori che il vostro bambino si è alimentato in autonomia per i primi 6 mesi, lo sanno bene le mamme che allattano ma lo sanno anche i genitori che hanno preparato il biberon di latte artificiale, quando e quanto mangiarlo è sempre stato una competenza del vostro bambino.

Inoltre i piccoli hanno un innato senso di autoregolazione per cui sanno benissimo anche quanto mangiare: il compito da genitori sarà solamente quello di offrire loro alimenti adatti, delle giuste consistenze, con un’adeguata densità calorica e che possano aiutarli a sviluppare un corretto senso di sazietà.

 

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Possiamo anche parlare di “Ansia da grammature”

Le grammature possono aiutare quei genitori che hanno paura che il loro bambino mangi poco, per far capire loro che un bambino a sei mesi ha bisogno di piccole quantità di alimenti. Possono essere un’iniziale linea guida per i genitori, per capire quanti alimenti mettere nel piatto e soprattutto anche per regolare le proporzioni corrette tra cereali, proteine e verdure. Parliamo di pochi cucchiai di cibo: per alcuni bambini può essere troppo, per altri troppo poco. Perché questo succede? Perché il bambino è in una fase di scoperta, in cui il latte materno o artificiale resta e deve sempre restare l’alimento principale ed è il bambino stesso a bilanciare l’assunzione di latte e di alimenti in funzione della giornata, della fase di sviluppo in cui si trova, dei disturbi che può avere (ad esempio quando mette i denti o di malattie che attraversa durante la crescita). Ci saranno inevitabilmente dei giorni in cui mangerà di più e magari assumerà meno latte dalla mamma, altri giorni in cui accade esattamente l’opposto. E’ normale, è fisiologico, è una fase che deve essere vissuta da tutta la famiglia con elasticità. Per questo motivo le grammature sono solo indicative, un’indicazione di minima, una prima guida: il passaggio successivo è quello di osservare il proprio bambino e comprendere i suoi bisogni e le sue richieste per capire quanto cibo offrirgli. Ricordiamo e ribadiamo che la decisione di quanto mangiare sarà sempre sua.

Le tabelle rigide che riportano grammature e composizione dei pasti possono essere abbandonate, percorrendo un processo fisiologico dell’alimentazione del vostro bambino, ascoltando i suoi bisogni e aiutandolo a sviluppare una buona alimentazione.

 

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Ansia per il soffocamento

Questa è la paura più grande per un genitore che inizia il percorso dello svezzamento. E per combattere questa paura lo strumento migliore è quello di prevenire il rischio di soffocamento frequentando un corso di disostruzione pediatrica: si tratta di corsi che vengono organizzati di frequente da personale formato, che ha il compito di mostrarvi come prevenire il soffocamento proponendo al bambino alimenti delle giuste consistenze e con i giusti tagli, ma soprattutto vi mostreranno come agire repentinamente in caso di soffocamento. Ogni genitore dovrebbe frequentare un corso di disostruzione prima dell’inizio dello svezzamento e ripeterlo regolarmente per memorizzare le tecniche. Non spaventatevi se, soprattutto quando si cambiano le consistenze, il bambino avrà dei conati: si tratta del gag-reflex, che non va confuso con il soffocamento, ed è il modo che il bambino ha di gestire un boccone andato di traverso. E’ la sua prima strategia salvavita, lasciatelo fare osservandolo cautamente e senza spaventarlo.

Ci sono diverse figure professionali che possono aiutare voi genitori ad affrontare e vivere bene queste ansie e rendere i pasti un momento felice e sereno.

 

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Verdiana Ramina, dietista

Attraverso il sito www.nutricam.fit Verdiana è a disposizione delle famiglie che con mille dubbi e perplessità che si approcciano al mondo dell'alimentazione complementare per i propri figli e delle donne in gravidanza e allattamento che vogliono acquisire i concetti di una sana alimentazione, attraverso consulenze online.

 

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