Ciao Ciao Ciuccio!

Guida alla scelta, all'utilizzo consapevole e all'abbandono

con Monica Checchin
                       

 

 

L’obiettivo di questo articolo è di creare informazione per il genitore, affinché acquisisca consapevolezza sul ciuccio, sui benefici e le controindicazioni che presenta, e sia in grado di aiutare il bambino ad utilizzarlo in modo moderato e ad abbandonarlo.
Premessa importante: non c’è niente da demonizzare! È sufficiente capire come utilizzarlo in maniera adeguata e come aiutare il bambino nella fase di abbandono.
Il ciuccio si configura come un’abitudine e non come una necessità. Facendone un uso più prolungato del necessario, il rischio è quello di alterare la conformazione della cavità orale, tanto nella struttura quanto nella funzionalità. Il ciuccio non deve diventare la risposta ad ogni capriccio!
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Il ciuccio è legato alla necessità della suzione. La suzione si realizza nello sviluppo della fase orale, che avviene mediamente nei primi due anni di vita. La suzione nutritiva, ovvero quella legata all’alimentazione, è da differenziarsi da quella non nutritiva.

Succhiare il dito ha lo stesso potere calmante, ma è più “pericoloso”, perché fisicamente non è possibile abbandonarlo. Ma non allarmatevi! Quando il bambino è molto piccolo, è normale che metta le dita in bocca per esplorarla.

Come anticipato, il ciuccio ha alcuni benefici. Ad esempio, stimola la deglutizione, che aiuta a regolare la pressione a livello dell’orecchio. Inoltre aiuta a prevenire la sids (sindrome da morte in culla): in caso di apnea, la suzione costringe il bimbo a svegliarsi.

 

                       

Guida alla scelta

In caso di allattamento al seno esclusivo, è sconsigliato il ciuccio nei primi 2 mesi di vita. Il meccanismo della suzione del ciuccio è più passiva a livello muscolare, rispetto alla suzione legata all’allattamento. Il fatto di ricorrere ad altri ausili allontana il bimbo dal fare lo “sforzo” maggiore legato alla suzione del seno.

Scegliere sempre materiali sicuri e certificati: i più utilizzati sono quelli in silicone e in caucciù. Il materiale dev’essere flessibile e deformabile il più possibile, perché va a immettersi nella cavità orale “ingombrando” uno spazio che non sarebbe il suo. La deformabilità è uno dei parametri più importanti da considerare nella scelta del ciuccio.

Controllare le condizioni del ciuccio e cambiarlo frequentemente, per garantire sicurezza ai nostri bimbi. I ciucci in silicone sono i più facili da igienizzare, quelli in caucciù sono un po’ più resistenti, soprattutto durante la comparsa dei primi dentini.

I ciucci moderni hanno delle “aperture” laterali volte a prevenire il soffocamento nel caso in cui venisse ingerito. Queste aperture aiutano inoltre a drenare la saliva che fuoriesce dalla bocca dei bimbi, evitando che resti a contatto con la pelle.

                       

 

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Come abbandonare il ciuccio

Non c’è una regola su quando e come togliere il ciuccio. Certo è che più l’uso è elevato, più impatta sulla struttura orale del bambino.

È consigliabile abbandonarlo massimo ai 24 mesi. Meglio se tra i 12 e i 18 mesi. Soprattutto quando il bambino inizia a fare esperienze alimentari, come bere dal bicchiere, è bene che la suzione legata al ciuccio inizi ad essere gradualmente ridotta.

L’abbandono del ciuccio non dev’essere drastico, ma graduale. Si può iniziare a ridurne l’uso ad esempio durante il giorno, sostituendolo proponendo un input orale diverso. In questi casi è perfetto il movimento masticatorio, generato attraverso un massaggiagengive in silicone. Se la necessità del bimbo è quella di “fare qualcosa” con la propria bocca, tanto vale che sia qualcosa di fisiologico! Inoltre, anche il movimento masticatorio ha potere calmante!

Se il bambino è più grande e cosciente di ciò che avviene, è bene coinvolgerlo in questo processo e creare in lui la necessaria consapevolezza per un abbandono tranquillo.

Il momento dell’abbandono dev’essere il più possibile tranquillo e sereno: è bene evitare di farlo in momenti stressanti o di distacco emotivo, come l’ingresso al nido. Inoltre il genitore dev’essere sicuro. È un lavoro di squadra!

E se il bambino usa il ciuccio per dormire? La soluzione migliore è quella di creare una routine diversa, come ad esempio quella di leggere una favola prima di dormire. Per bambino più piccolo è consigliabile iniziare a ridurlo, ad esempio non usandolo per la nanna il pomeriggio ma solo la notte.

 

                       

 

E il biberon?

Il biberon andrebbe dismesso ai 12 mesi, prima del ciuccio. Infatti, l’attivazione muscolare con il biberon è sfavorevole, non avvicina ad una deglutizione sempre più matura. Dai 6 mesi il bambino può iniziare a bere dal bicchiere, magari utilizzando comode tazze in silicone con due manici, che rendono la presa facile e stabile. Per i bambini più restii all’abbandono ci sono alternative di transizione, come tazze con la cannuccia morbida.

Anche nel caso dei biberon, la scelta passa soprattutto attraverso la selezione di materiali certificati e di ottima qualità (senza bpa). Altri parametri importanti sono il numero e la dimensione dei fori presenti sulle tettarelle: ognuna è adatta all’età e alle capacità del bambino!

Ultimo consiglio: è bene associare il biberon esclusivamente al latte, provando a proporre al bambino l’acqua nel bicchiere il prima possibile.

                       

 

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