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Crescere, un passo alla volta
2-3 anni: linguaggio, autonomia e prime regole
Il terzo anno è spesso quello dei grandi cambiamenti: il linguaggio esplode, il bambino comincia a distinguersi come individuo con desideri e opinioni proprie, e inizia il percorso verso l'autonomia nella cura di sé.
1. Cosa impara e sviluppa in questo periodo
2. Di cosa ha bisogno
3. "Far finta di"
4. Le mani che imparano a fare cose precise
5. Giocare all'aperto, non solo d'estate
6. I primi no, e le regole che aiutano
7. Cosa servirà nei prossimi mesi
1. Cosa impara e sviluppa in questo periodo
- Un vocabolario che cresce rapidamente, con frasi sempre più articolate
- Il gioco simbolico e di finzione, che diventa più complesso e strutturato
- I primi segnali di controllo degli sfinteri, con tempi molto variabili da bambino a bambino
- La motricità fine, utile per disegnare, impilare, infilare, travasare
- Le prime interazioni sociali con altri bambini, spesso ancora fatte di gioco parallelo più che condiviso
- La consapevolezza di sé come persona distinta, che porta anche ai primi "no" e piccoli capricci
I "no" di questa età non sono un problema di educazione, sono la prova che sta capendo di essere qualcuno di separato da te.
2. Di cosa ha bisogno
- Routine chiare e prevedibili, che lo aiutino a orientarsi in un mondo che sente sempre più grande
- Materiali per il gioco simbolico: travestimenti, cucine giocattolo, bambole, costruzioni
- Un ambiente che favorisca l'autonomia nello spannolinamento, quando il bambino mostra di essere pronto
- Attività manuali, disegno, pasta modellabile, primi puzzle, per allenare la coordinazione
- Occasioni di gioco con altri bambini, anche solo per brevi momenti
3. "Far finta di"
A due anni il "far finta" smette di essere un gesto isolato e diventa una storia: si cucina, si apparecchia, si serve, si cura qualcuno. È il modo in cui il bambino prova a fare quello che vede fare, e prova anche a capirlo.
La cucina giocattolo è perfetta per questa fase, perché è versatile e può essere usata per infinite storie.
Cucine Giocattolo
4. Le mani che imparano a fare cose precise
La motricità fine di questi mesi è quella che fra due anni gli servirà per tenere una matita e allacciarsi una scarpa. Si allena con gesti che sembrano banali: infilare, travasare, impilare, incastrare.
I giochi in legno funzionano meglio della media proprio qui, perché hanno peso e attrito: un pezzo di legno resta dove lo metti, e questo rende il gesto misurabile per lui. Le costruzioni, gli incastri e i primi puzzle sono la palestra giusta.
Inoltre sono indicate attività come disegno e giochi con la pasta modellabile.
Giochi in Legno
5. Giocare all'aperto, non solo d'estate
A due anni corre, salta e sale le scale, e tenerlo in casa perché piove è la ricetta sicura per una giornata difficile. La differenza fra uscire e non uscire, in questa fase, la fanno quasi sempre le scarpe giuste.
Gli stivali di gomma sono l'oggetto che sblocca l'inverno: pozzanghere comprese, che per un bambino di due anni non sono un imprevisto, sono il motivo per cui vale la pena uscire.
E arriva il momento della bici senza pedali: si impara l'equilibrio prima, e la pedalata poi, che è l'ordine inverso rispetto alle rotelle e funziona molto meglio.
Stivali da Pioggia
6. I primi no, e le regole che aiutano
Il terzo anno è quello in cui il bambino scopre di poter dire di no, e lo dice spesso anche a cose che vuole. Non è una fase da correggere, è una fase da attraversare.
Quello che aiuta davvero sono le routine prevedibili: sapere cosa succede dopo riduce le occasioni di scontro molto più di qualsiasi discorso. E lasciare scelte vere ma limitate, due maglioni invece che tutto l'armadio, restituisce a lui un pezzo di controllo senza aprire una trattativa.
È anche il periodo in cui compaiono i primi segnali dello spannolinamento. I segnali sono suoi e i tempi variano moltissimo: non c'è niente da anticipare e niente da comprare prima che si vedano.
Done By Deer
A Little Lovely Company
7. Cosa servirà nei prossimi mesi
La scuola dell'infanzia. Con lei arrivano lo zaino della sua misura, la borraccia e il cambio: poche cose, ma sue e riconoscibili, perché deve poterle trovare da solo.
I giochi che si costruiscono. Verso i tre anni il gioco diventa progetto: si costruisce qualcosa, lo si guarda, lo si rifà diverso. È il momento in cui entrano le costruzioni magnetiche e i percorsi.
Ogni bambino cresce con i propri ritmi: le tappe descritte sono indicazioni generali e non un traguardo da raggiungere entro una data precisa. In caso di dubbi sullo sviluppo del tuo bambino, il pediatra resta il punto di riferimento più importante.
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